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La via sacra dei longobardi
La terra di Capitanata è sempre stata meta di numerosi pellegrinaggi, grazie soprattutto alla ricca presenza dei santuari dislocati un pò in tutte le parti di questa assolata regione.Un forte richiamo era rappresentato in passato, come ancora oggi, dalla Grotta dell'Arcangelo S. Michele a Monte S. Angelo, una delle più rinomate località garganiche: altrettanto importanti per l'aggregazione religiosa sono stati anche il Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis, quello della Madonna Incoronata di Foggia, ma è in particolar modo il Santuario di Santa Maria delle Grazie a S. Giovanni Rotondo, che custodisce la tomba di Padre Pio da Pietrelcina, a catalizzare l'attenzione dei fedeli in ultimi anni, specie dopo la recente Beatificazione. L'immensa e grandiosa devozione che i fedeli rivolgono nei confronti del " Frate delle Stimmate " ha contribuito a ridare nuova linfa all'importanza spirituale del Gargano.
Provincia di Sant'Angelo. Dagli insediamenti dei frati minori cappuccini di Fr. Bernardino da Bordeaux, 1648. Ma il Gargano ha sempre
esercitato un rilievo straordinario sotto questo aspetto sin dal Medioevo, quando la
Grotta dell'Arcangelo Michele richiamava migliaia di pellegrini: tra questi i più
illustri erano i sovrani Longobardi, che contribuirono a diffondere il culto di S. Michele
in tutta Europa. A testimoniare tale rapporto privilegiato c'era appunto la "Via
Sacra Langobardorum", la Via Sacra dei Longobardi, un percorso che convogliava i
pellegrini provenienti dal Tavoliere settentrionale e che, attraverso la valle di
Stignano, portava proprio a San Marco in Lamis, a S. Giovanni Rotondo e a Monte S. Angelo.
Questa strada terminava il suo corso presso S. Leonardo di Siponto, a Manfredonia ed
infine al Santuario dell'Incoronata a Foggia. La presenza dei Longobardi nella zona
circostante Monte S. Angelo è assai evidente; ed è anche possibile rinvenire tracce di
pellegrini provenienti dall'Irlanda e da altre parti del Nord Europa, a testimonianza
della loro opera di diffusione del culto di S. Michele. Quindi la Via Sacra Langobardorum
si rivelò un crocevia affollatissimo di pellegrini, ma anche di guerrieri, poiché la
posizione geografica del Gargano rendeva agevoli gli spostamenti verso la Terra Santa: si
era, infatti, nel periodo delle Crociate. Il percorso era ricco di luoghi di sosta muniti
di pozzi, di cappelle votive che nel tempo sono poi diventate abbazie famose: alcuni
piccoli aggregati urbani lungo la Via si sono trasformati in vere e proprie città come S.
Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo. Ovviamente il percorso da effettuare era molto
stancante e faticoso, "penoso e stancoso viaggio di 7 giorni" lo definiva il
La Grotta di S. Michele rappresenta il punto culminante dell'itinerario spirituale del pellegrino, dove l'uomo, sospeso sulla montagna fra cielo e terra, immerso in un paesaggio altamente suggestivo è naturalmente portato a riflettere sulla sua condizione, sulla sua vita. I Longobardi per costruire questa strada sfruttarono un ampio accesso in prossimità del S. Eleuterio, vicino S. Severo. S. Marco in Lamis, convento di S. Maria di Stignano, pozzo del 500 all'interno del chiostro. Il primo dei tanti punti di sosta è Stignano, nell'omonima valle, dove fu eretto il Monastero di S. Maria. Questa valle è unita a quella di S. Marco in Lamis dal letto del torrente Iano o Iana. Di qui la strada e prosegue e porta a S. Giovanni Rotondo. La Via Sacra era detta anche "Via Peregrinorum", che oggi può essere percorsa con comodi mezzi di trasporto, era intervallata anche da piccole chiese, eremitaggi, casali vari e monasteri che s'inerpicavano tra i monti del Gargano, giungendo fino a Monte S. Angelo. L'attenzione per la Via Sacra dei Longobardi è la devozione verso S. Michele, protettore dei terremoti che spesso hanno colpito le terre garganiche, S. Michele- Spirito Mediatore- Vincitore di Satana.
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