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PARCO NAZIONALE DEL GARGANO: PERCHÉ SI Un tripudio di spighe dorate che ondeggiano al vento. È il Tavoliere delle Puglie, la porta dingresso in questa straordinaria regione per chi proviene dal nord. Tra i ciuffi di grano nidificano ancora le ultime galline prataiole. Qualche acquitrino, preziosa stazione di posta per i migratori, ricorda le vaste paludi di un tempo e fa da preludio alle famose saline di Margherita di Savoia, che da qualche anno accolgono i fenicotteri rosa in sosta durante il loro viaggio africano.
Il Gargano si erge nettamente come unisola di calcare dal mare di grano sottostante. A prima vista appare una terra brulla e inospitale e difficilmente si riuscirebbe ad immaginare la ricchezza di vita e di ambienti che nasconde: 2000 specie vegetali (il 30% della flora italiana) tra cui 20 inserite nella Lista Rossa delle specie più minacciate in Italia, numerosi endemismi favoriti dallisolamento dellarea, 170 specie duccelli su 237 in Italia. Immagine della foresta umbra Tra le vette, che raggiungono anche i mille metri, e gli altipiani lunari sinsinuano profondi valloni corrosi da tortuosi torrenti. La Foresta Umbra, tra le più antiche dEuropa, crea una chioma fitta e impenetrabile ai raggi solari, dando rifugio al raro capriolo garganico ed allormai inusuale gatto selvatico. Tutta questa ricchezza è, da qualche anno, protetta da un Parco Nazionale che ancora oggi stenta a decollare nonostante lantico impegno del WWF e delle altre associazioni ambientaliste. Sulla carta rappresenta l'area protetta italiana più estesa: 120.000 ettari. Sono stati individuati ben 12 ecosistemi che ne fanno il territorio europeo a maggiore biodiversità. Ma è anche un parco fortemente antropizzato con 18 comuni, 7 centri urbani, 60.000 abitanti. È un territorio che ha subito notevoli aggressioni specialmente a causa della speculazione edilizia, degli incendi e del bracconaggio. Alcuni habitat, infatti, sono andati distrutti e molte specie animali e vegetali rischiano l'estinzione. Dal punto di vista sociale il Parco può rappresentare una grande opportunità. A questo proposito si deve ricordare che il reddito pro capite e gli indici della qualità della vita sono nel Gargano al di sotto della media nazionale, con tasso di disoccupazione giovanile elevatissimo (circa il 40%). Un parco nazionale, infatti, non deve essere confuso con una lunga lista di vincoli e di divieti imposti dallo Stato, come un freno allo sviluppo. È stato dimostrato, all'estero ed in Italia, che un'area naturale protetta può rappresentare un'importante fonte di sviluppo, sociale ed economico.
Il lago di Varano. I vincoli imposti consentono un utilizzo razionale delle risorse naturali. Proprio dalla conservazione dell'ambiente naturale scaturiscono le opportunità di sviluppo, sostenibile e compatibile con possibilità di crescita delle popolazioni locali e opportunità di lavoro per i giovani. Dall'agricoltura compatibile all'ecoturistico, dall'artigianato al recupero dei centri storici, dai prodotti di qualità al restauro ambientale: queste alcune delle nuove prospettive che si aprono con un parco nazionale. In sostanza il Parco del Gargano può rappresentare un nuovo approccio con il patrimonio naturale, con il paesaggio con il territorio: non più saccheggio e devastazione ma uso oculato delle risorse attraverso efficienti strumenti di pianificazione e di gestione. Inoltre il Parco offre una lunga serie di nuove opportunità di lavoro nel proprio luogo di nascita e di residenza. Questa è la scommessa legata al decollo del Parco del Gargano.
Questa pagina è stata realizzata in collaborazione con il WWF sezione di Foggia Notizie utili:
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