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Veduta panoramica di Pulsano, nella parte alta sono siti i locali del
monastero, in basso si trova la chiesa.
La chiesa dedicata a Santa Maria Madre di Dio. Al centro dell'altare è
posta
l'icona di Santa Maria Odeghitria, l'originale che
risaliva al periodo medievale è stata purtroppo trafugata, lateralmente le icone di
Cristo Pantocratore a destra e di San Gregorio Magno a sinistra.
Si noti che l'abside è ricavato nella roccia.
(foto di Alberto Gentile)
Portale della chiesa dedicata a S. Maria, particolare del lato
sinistro.
(foto di Alberto Gentile).

Particolare del monastero, ingresso laterale che porta alla chiesa.

Ingresso
dell'Eremo del Mulino
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Santa Maria di Pulsano
di Alberto
Gentile
In uno scenario di rocce grigie su strapiombi profondi oltre 200 metri,
a circa nove chilometri a sud-ovest dal centro abitato di Monte Sant'Angelo, si trova
l'abbazia di Santa Maria di Pulsano, che su questo massiccio roccioso sembra stia a
guardia del golfo di Manfredonia. Secondo la tradizione, verso la fine del VI secolo, la
comunità degli Equizi edificò nel medesimo luogo un monastero, passato poi ai
Cluniacensi e distrutto dai Saraceni.
Nel 1129 San Giovanni Salcione da Matera, dopo molte esperienze
spirituali ed un lungo peregrinare, finalmente trovò la sua sede nell'antico e
abbandonato monastero di S. Gregorio a Pulsano ribattezzandolo "Santa Maria di
Pulsano", lo ricostruì fondando la Congregazione benedettina degli Eremiti
Pulsanesi.
Nel XII secolo l'abbazia conobbe il momento di massimo fulgore
divenendo uno dei monasteri più potenti dell'Italia meridionale, grazie anche alle
cospicue donazioni dei benefattori, tra questi anche sovrani quali Ruggero II d'Altavilla
e Federico II, fu inoltre famoso centro miniaturistico.
La parte più significativa del complesso monastico è costituita dalla
chiesa in stile romanico, ricavata in parte da una grotta naturale che funge da abside.
La chiesa ha una sola navata con volta a botte scandita da grandi archi trasversali su semipilastri vicini alle pareti, ha
un bellissimo portale, a forma ovale, finemente decorato con rilievi zoomorfi ed antichi
blasoni che presenta molte similitudini con il portale laterale dell'abbazia di San Leonardo di Siponto.
Gli elementi più pregevoli dall'abbazia sono molto probabilmente attribuibili ai
lavori d'ampliamento che effettuò l'abate Gioele (1144 - 1177).
Alcuni frammenti scultorei pregevoli e resti dell'arredo del monastero
di Pulsano, sono conservati nel museo della Basilica di San Michele a Monte sant'Angelo,
sono considerati opera degli stessi artefici attivi a Siponto, maestri foggiani che hanno
operato sia in Capitanata che in Abruzzo (S. Clemente a Casauria, S. Pelino a
Corfinio)
nella II metà del XII secolo. La chiesa abbaziale fu dedicata alla Beate Vergine Maria
Madre di Dio e l'altare consacrato dopo i lavori, promossi dall'abate Gioele, il 30
Gennaio del 1177, da Papa Alessandro III.
Il Papa, per l'occasione, traslò da Roma le sante reliquie di alcuni
martiri romani come Lorenzo, Ippolito, Nicandro e Valeriano, il reliquiario (un cofanetto
in bronzo) ed il sigillo papale in cuoio sono custoditi nella chiesa abbaziale.
Il complesso monastico presenta grosse mura di cinta.
Questo monastero nel medioevo ha svolto un ruolo di primaria importanza
nella riorganizzazione del territorio e nella fondazione di nuovi centri del Gargano, il
quale ebbe un periodo di ripresa economica.
Il monastero di Santa Maria di Pulsano fu sospeso nel 1806 e dopo un
lungo periodo d'abbandono il 20 dicembre 1997 si è insediata una comunità monastica che
è incardinata nell'arcidiocesi di Manfredonia ed è birituale latina e bizantina
nell'espressione liturgica e spirituale.
In questo luogo pieno di fascino non è difficile poter osservare
falchi e corvi reali.
Bibliografia:
- Cattedrali di Puglia - Alfredo Petrucci, Bestetti, Roma, 1976.
- M. S. Calò Mariani - A. Ventura - A. Muscio - A.
Altobella - J. M. Martin - P. Corsi - L. Pellegrini - U. Kindermann - E.
Ciancio - A. Pepe - G. Onofrio - E. Catello - C. Laganara Fabiano, Capitanata
Medievale, Claudio Grenzi Editore, Foggia 1998.
- Alberto Cavallini, Santa
Maria di Pulsano - il santo deserto garganico, Claudio Grenzi Editore, 1999
- S.
Mola, L’area dell’abbazia di Pulsano, in Fragmenta. Il museo lapidario
del Santuario di S. Michele del Gargano, a cura di S. Mola e G. Bertelli,
Claudio Grenzi Editore, Foggia 2001, pp. 59-69.
L'8 settembre ricorre
la festività della Madonna di Pulsano: i fedeli partono da Monte
Sant'Angelo e raggiungono l'abbazia sul dorso di muli.
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Dal 1991 si è costituito il Movimento "Cristiani Pro Pulsano"
associazione di volontariato formata da cittadini di Manfredonia e Monte Sant'Angelo che
si prefigge di mantenere viva la memoria storica dell'antica Abbazia di Pulsano.
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Nel mese di agosto presso
il monastero si tiene un Corso pratico
d'iconografia.
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Ora il monastero ha
anche una foresteria per ospitare un numero limitato di pellegrini per brevi
periodi di ritiro.
Per informazioni e richiesta di materiale è possibile rivolgessi
all'Abbazia
di Santa Maria di Pulsano, Casella posatale N° 150, Cap. 71037 Monte Sant'Angelo
(FG).
Info:
Il numero telefonico della
foresteria di Pulsano è: 0884.561047
sito:
http://www.abbaziadipulsano.org/
email:
info@abbaziadipulsano.org
Copyright
©2002 Alberto Gentile
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Pulsano
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