VIESTE 

di Enza Moscaritolo

Il bianco monolito Pizzomunno alto 25 metri all’inizio del bellissimo litorale che va verso Pugnochiuso.

 

Vieste, borgo Medievale.

 

Vieste, una tipica baia, l'arenile fra gli alberi, si scorge una torre di vedetta.

 

Vieste, "l'architiello" di baia san Felice.

 

Vieste è il centro più importante del Gargano bagnato dal mare, situato giusto al centro di una meravigliosa zona litoranea. Caratterizzata da lunghe e larghe spiagge di sabbia dorata e dalla costa alta e rocciosa che ospita bianchi arenili, Vieste è anche una delle città più antiche della Daunia. La sua origine è sia storica che mitologica. Celebre è, infatti, la leggenda di Pizzomunno che si identifica con un bianco monolito che si staglia per 25 metri all’inizio del bellissimo litorale che va incontro a Pugnochiuso. Secondo il mito Pizzomunno sarebbe stato, in realtà, un giovane tramutato in pietra dalle sirene, gelose del suo amore per la bella Cristalda. L’antichità di Vieste è confermata dal ritrovamento di reperti che sono venuti alla luce nel corso degli scavi effettuati nel territorio. Gli storici la identificarono con l’antica Apeneste, anche se in zona sono visibili i resti di un’altra antica città, Merinum; di Vieste si parla per la prima volta intorno all’anno Mille. Già nel 1118 era sede vescovile. Dal suo porto nel 1176 partì per Venezia Papa Alessandro III, dove incontrò l’Imperatore Federico I.

Il borgo rimase libero da influenze esterne per secoli, fino a quando, come le altre città del Mediterraneo, venne assediata da turchi e pirati. Famosi sono rimasti nella tradizione e nella memoria viestana gli assalti ad opera del generale Acomatt, che la distrusse nel 1477. Nel 1554 per mano del corsaro Dragut Rais Vieste cadde rovinosamente, assistendo al massacro dei suoi cittadini, che avvenne in un luogo, nei pressi del Castello Federiciano, soprannominato "Chianca amara", proprio per l’eccidio di numerosissimi viestani. Fu del 1861 l’ultimo assalto che Vieste dovette subire ad opera di truppe irregolari che appoggiavano i Borboni.

Oggi Vieste è una delle mete privilegiate del turismo nel Gargano, per i meravigliosi paesaggi naturali, ma anche per i resti storici. Splendido è infatti il suo borgo medievale, che, percorso da stretti vicoli e scalinate tra case bianche, sorge su un promontorio roccioso e, in cima ad esso, poco lontano dal Castello (che fu fatto erigere da Federico II nel 1240), la Basilica, uno dei più antichi esempi di architettura pugliese dell’undicesimo secolo. All’interno della Cattedrale vi è un’importante statua di legno raffigurante S. Maria di Merino, al cui culto i viestani sono molto legati. Passeggiando nel borgo medievale si giunge nella piazza dove c’è il Seggio, edificio con orologio solare, sede del vecchio municipio, e nei dintorni del Seggio è situata la Chiesa di S. Francesco, un antico monastero più volte distrutto dai turchi. Inoltre agli occhi del turista non può sfuggire la suggestiva Piazzetta Ripe, da cui si scorge in lontananza uno dei tanti " trabucchi ", antico strumento di pesca, formato da un intreccio di travi e di reti. Ma a Vieste si trova soprattutto una natura incontaminata, dove l’erosione del mare e dei venti ha creato grotte stupende e baie di indescrivibile bellezza, che costituiscono un susseguirsi di inestimabili tesori: Baia S. Felice e il celebre " Architiello ", la Baia di Pugnochiuso, Baia delle Zàgare con i suoi faraglioni, Baia di Campi, Vignanotica hanno reso Vieste famosa in tutto il mondo. Proprio grazie a questo meraviglioso paesaggio, che non ha nulla da invidiare ad altre località turistiche italiane più " blasonate ", lo sviluppo turistico di Vieste negli ultimi vent’anni è stato vertiginoso: le poche e semplici pensioni che ospitavano i villeggianti si sono moltiplicate e in gran parte trasformate in comodi e lussuosi alberghi. Da giugno a settembre il centro del Gargano viene letteralmente assalito da turisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Andando verso Peschici, in direzione nord, si incontrano spiagge dove è possibile fare windsurf almeno 6 mesi all’anno. A circa 6 km da Vieste c’è una piccola chiesa dedicata al culto della Madonna del Merino, tanto sentito dai viestani. Ubicata all’interno di un sito archeologico, dove sono stati ritrovati i resti di un’antica villa romana, risalente al I sec. a. C., questa chiesa è oggi meta di pellegrinaggio soprattutto il 9 maggio di ogni anno, quando dalla Cattedrale di Vieste la tela raffigurante la Vergine viene accompagnata in processione. Storia e natura incontaminata fanno di Vieste uno dei posti più affascinanti assolutamente da non perdere.

Copyright  ©2002 Enza Moscaritolo

 

 

 

 

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