Regola Capitoli 10/12

10) La liturgia delle Ore santifica ogni parte del giorno e del tempo. Ci guida nei tempi forti preparandoci a gustare gli eventi di salvezza che la chiesa ci ripropone nell'anno liturgico, memoriale di Gesù Cristo e dell'opera di Dio. Per noi monaci la celebrazione della liturgia delle Ore è l'affermazione nella giornata della Signoria di Cristo, della nostra appartenenza a Lui ed è il nostro lavoro nella Chiesa per il mondo.

Uniamo le nostre voci nella nostra comunità ed entriamo nel coro di voci della Chiesa sentendone l'universalità e la cattolicità. I sacerdoti ed i fratelli e le sorelle consacrati pregheranno tutte le ore del breviario possibilmente in comune, per gli altri si verificheranno le singole situazioni ma tutti sono invitati al Vespro nella Comunità. All'inizio del Noviziato insieme al Libro di vita ed alla Bibbia sarà consegnato ad ogni fratello e sorella l'abito della preghiera, la cocolla, che verrà indossato nei momenti comunitari di celebrazione come segno, richiamo e testimonianza per noi, e per coloro che il Signore manderà a pregare con noi, della nostra vocazione alla preghiera. Seguiremo la liturgia romana abitualmente ma arricchita di momenti, azioni liturgiche, canti e forme che, soprattutto nei momenti forti, ci aiutino a vivere e gustare la bellezza dell'incontro con Dio ed aiutino anche gli altri ad amare la preghiera nella bellezza che salverà il mondo. Gli spazi di silenzio saranno, durante il Vespro, prima dell'inizio come tempo di statio (fermarsi, tacere, entrare nel clima della preghiera), dopo la lettura breve (mensa della Parola) e nell'adorazione eucaristica al termine del Vespro (mensa dell'Eucaristia). Questi spazi di silenzio saranno accompagnati dalla musica perché la musica erige un muro di silenzio e ci aiuta a pregare. Inni e toni dei salmi li impariamo dal canto gregoriano e dai toni ed inni che molte comunità monastiche tradizionali e nuove stanno donando alla Chiesa e ne arricchiscono il patrimonio e la bellezza. I fratelli e le sorelle che hanno preparazione e talento musicale faranno dono alla comunità del loro carisma e saranno mandati ad imparare per poi poter condividere ed insegnare. La comunità dei consacrati pregherà la liturgia delle ore in modo da poter permettere la partecipazione a quanti vorranno. Ricordiamoci in questo che noi siamo monaci in città e per la città, e che il nostro carisma è offrire la preghiera agli uomini ed alle donne della nostra città come sorgenti e fonti di acqua viva, come oasi di pace nel deserto della città, come tempo e pausa di riposo nel correre frenetico e stressante, come ascolto di Dio e dei fratelli. Al termine delle intercessioni e delle invocazioni alle Lodi ed ai Vespri colui che presiede pregherà specificatamente per la nostra città e per la nostra Chiesa, per le situazioni particolari e per le intenzioni che ci saranno presentate. Siamo il cuore orante di questa città, di questa parte di umanità dove la Trinità ci ha posti. Siamo responsabili della preghiera per questi fratelli e sorelle che qui ed ora vivono con noi la loro esistenza.

 


 

11)  La divina liturgia eucaristica fonte e culmine della vita cristiana sia vissuta quotidianamente per nutrire la nostra vita, la nostra anima, il nostro cuore di Dio, per sostenere sacramentalmente la nostra offerta della vita e del cuore a Dio. Abbiamo bisogno di forza per attraversare serenamente, con vigore, da uomini e donne di Dio, il deserto della città. Deserto di solitudine e spesso di tentazione che ci separa dalla santa montagna ma anche terra della nostra missione e della nostra santità. Sarà compito dei nostri fratelli e sorelle soprattutto vivere con attenzione particolare e cura la liturgia della Domenica, Pasqua della settimana, ed aiutare a vivere la comunità parrocchiali dove siano inseriti. La preparazione della Domenica per noi inizia il Giovedì con l'adorazione eucaristica prolungata. Il Venerdì si farà la Lectio divina sulla Parola della Domenica. Il Sabato varrà letto il Vangelo della Domenica che sarà portato processionalmente a e verrà ascoltato accendendo le candele al cero pasquale in ricordo della grande veglia. La liturgia del vespro dal sabato sia sempre molto solenne per rendere visibile, evidente e comprensibile il legame fra la Domenica e la Pasqua. La Comunità celebrerà la Messa della Domenica con grande solennità per testimoniare la centralità di questo sacramento nella vita parrocchiale e deve precedere una accoglienza prima della messa ed un momento di festa e di comunione fraterna dopo la Messa. Si valorizzino la preghiera dei fedeli e la liturgia. I canti ed i momenti di silenzio siano un aiuto a tutti per pregare e partecipare come comunità ecclesiale e come singoli che si incontrano con Dio e fra di loro.

 


 

12) Ogni fratello e sorella della fraternità monastica della Trinità è tenuto a trovare un tempo forte di silenzio e di contemplazione settimanale, mensile ed annuale. Ogni settimana, secondo le possibilità, avrà mezza giornata o un giorno intero di ritiro, di deserto. Tale scelta afferma il primato di Cristo e della preghiera su tutti gli altri impegni che solitamente ci tolgono "all'unica cosa che conta". Ogni mese tutta la comunità vivrà dal sabato alla domenica un ritiro. Durante l'anno ci sarà un tempo comunitario di esercizi. Ogni fratello e sorella si legherà ad una comunità monastica, nuova o tradizionale, per passare dei tempi di preghiera, di deserto, di formazione per arricchirsi spiritualmente e condividere la ricchezza che il Signore ci donerà attraverso questo santo legame. Fin dal noviziato ogni fratello e sorella deve avere un padre spirituale, (secondo la tradizione orientale lo "staretz" può non essere sacerdote e, come insegna Teresa D’Avila, può essere una donna) indispensabile aiuto come ci insegna la tradizione dei santi, in ogni cammino di santità. La scelta di tale guida è assolutamente libera ma ogni novizio comunicherà al Priore il nominativo del Padre spirituale o della Madre, che si è scelto. Si invita alla confessione settimanale per crescere nell’umiltà e nella gioia della misericordia e per vivere l’abbondante ricchezza di grazia che il Sacramento della Riconciliazione porta con sé. La confessione frequente è anche testimonianza alla società ed alla Chiesa che hanno perso nella prassi il senso di questo sacramento impoverendosi così di un dono grande che il Signore ci fa con abbondanza e generosità. Il ricevere la misericordia di Dio ci porta a diventare misericordiosi, come ci insegna il Vangelo di Luca nel Padre Nostro "perdonaci i nostri peccati perché anche noi perdoniamo". Poiché noi siamo monaci che vivono in una città che non ha spazi di silenzio, di solitudine, di bellezza della natura che possa aiutare il ritiro spirituale cercheremo una casa che sia facilmente raggiungibile dalla città e si trovi in un luogo isolato e bello perché i fratelli possano trascorrervi il ritiro settimanale e dei tempi di solitudine quando lo Spirito li condurrà nel deserto per parlare al loro cuore.

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