Regola

Capitoli 4_6

4) Padre Misericordioso che aspetti il figlio che torna e che non è mai stato lontano dal tuo cuore, che gli corri incontro e gli ridoni l'anello e la veste della dignità perduta, che fai festa per lui e per ogni peccatore che torna da te. Padre paziente che attendi la conversione, che educhi il cuore dell'uomo, che crei e ricrei in una eterna giovinezza e fai nuove tutte le cose, e dimentichi il male, e riempi i tuoi figli di stupore e di meraviglia per i doni che, Amore infinito e fonte di Amore, largisci con abbondanza. Tu Volontà eterna contemplata ed obbedita dal Figlio e dallo Spirito. Tu misterioso Dio che il Figlio è venuto a rivelare. Tu Padre dal quale discende ogni paternità. Tu Volontà di salvezza che hai donato, tradito, consegnato il tuo unico Figlio perché sapessimo quanto ci ami.

San Bernardo di Chiaravalle.

Tu che non ti compiaci di sacrifici esteriori ma vuoi il nostro cuore per fare la tua casa e per venirci ad abitare con il Figlio e lo Spirito. Padre, solo a te riserviamo questo nome ed al Vescovo che ti rappresenta nella Chiesa come ci insegna il martire, vescovo e Padre nella fede, Ignazio di Antiochia. Padre nostro tu sei e per questo noi siamo fratelli fra noi. La nostra fraternità è una piccola umanità che nell'unione testimonia la grande comunità dei fratelli della umanità, che si educa per sapere, sperimentare e testimoniare la grande comunione amorosa della umanità che tu guardi con tenerezza e comprensione dal cielo e attendi nel tuo regno di luce infinita. Per questo amore paterno che ci insegni, per la conversione del cuore che pazientemente attendi, accompagni e sostieni, per la pace che attraverso tuo Figlio porti nei cuori, noi ci impegniamo alla carità nelle caratteristiche che Paolo connota nelle sue lettere e nello spirito della Carta Charitatis che scrissero i santi monaci di Citeaux per garantire l'unità fraterna fra le diverse comunità dell'Ordine Cistercense. 

 


 

5) Dio continua a parlare e ad interrogare i credenti attraverso le vicende della vita dei singoli e dalla storia nella quale ci inserisce. Illuminati dallo Spirito, sostenuti dal Figlio, nell'obbedienza al Padre ed alla Chiesa siamo chiamati a leggere, capire e rispondere alle domande che ci vengono poste nell'oggi di Dio e della storia, nel "qui ed ora" della nostra esistenza. La nostra persona è dono che Dio fa all'umanità attraverso i carismi e la vocazione che la segnano. La risposta è libera ma solo la piena adesione al disegno di Dio porta la piena pace del cuore. Leggere i segni dei tempi chiede uno sguardo illuminato dalla fede, un cuore obbediente ed umile nella carità, il coraggio profetico di agire nella speranza. Questa nostra Fraternità Monastica della Trinità nasce dalla vicenda personale di alcuni che il Signore ha fatto incontrare e che si riconoscono nello spirito della fraternità come risposta alla domanda di Dio. Risposta povera, parziale, piccola ma offerta con la dedizione e la donazione fedele e totale del cuore. I nostri talenti, le nostre vite, la nostra indole sono le righe sulle quali Dio scrive. Come ci insegna Giovanni Paolo II, il papa venuto da oriente, anche quando le righe si fanno storte per i nostri peccati, la nostra fragilità, la durezza del cuore e della mente noi sappiamo che Dio scrive dritto. Nella piena coscienza della nostra fragilità e peccaminosità, nell'umiltà che ci insegnano i santi ed è caratteristica dei monaci ma forti della certezza della misericordia, della paternità, della compassione e della pazienza di Dio ci consacriamo a lui in questa Chiesa particolare e ci impegniamo a vivere questa Regola che abbiamo ricevuto in dono ed offriamo chiedendo il conforto della approvazione del Padre Vescovo, garante della verità e della comunione nella carità.

 


 

6) Siamo monaci nella città riconoscendo nella città il deserto del nostro tempo, il luogo dove Dio ci ha posti, il grande monastero dove vivere la nostra vocazione. La città degli uomini è il luogo dove siamo chiamati ad essere presenza orante, contemplativa ed apostolica, missionaria e caritativa. Il volto degli uomini che incontriamo è l'icona di Cristo che contempliamo. Le domande, le ansie, le angosce, la disperazione e la solitudine dei nostri fratelli sono la Bibbia che vogliamo imparare a leggere. Le gioie, le speranze, la bellezza, l'amicizia, le grandi idealità, i valori, le opere buone che fioriscono attorno a noi e da noi sono Vangelo che leggiamo e scriviamo con Dio ogni giorno con e per i fratelli. Prima ancora delle nostre case e chiese sono i nostri cuori il luogo dell'incontro con il Dio della pace. Come ci insegna san Serafino di Sarov, monaco dei boschi nella grande Russia, maestro spirituale del nostro tempo, "trova la pace dentro il tuo cuore e migliaia intorno a te troveranno la pace". La nostra vita quotidiana attinge dalla adorazione eucaristica, dalla preghiera, dalla celebrazione liturgica, dalla Lectio divina la pace che solo Cristo può dare. I nostri cuori si lasciano plasmare e riempire da Gesù perché da tutto il nostro essere sgorghi pace. Le chiese dove vivono le nostre fraternità sono luoghi di adorazione e preghiera ma anche di ascolto dei fratelli e delle sorelle che cercano pace. I fratelli e le sorelle della fraternità dedicano ogni giorno del tempo all'ascolto. Dopo il Vespro, in particolare, si prolungherà la preghiera nella disponibilità ad incontrare quanti il Signore ci manderà con i loro problemi, le domande, i desideri, i bisogni, le gioie e le speranze.

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