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Regola
Capitoli 7/9
7) Siamo monaci cioè uomini e donne che decidono di vivere per Dio,
amati da Lui come il Figlio unigenito, Gesù, il primo monaco. Guardiamo a Cristo senza
nulla anteporre al suo amore e facciamo della contemplazione di Gesù e della Trinità il
centro della giornata. Conosciamo il nostro Signore attraverso la preghiera che ritma il
tempo, i giorni, il fluire della nostra vita. Siamo monaci nel duemila con radici
profondamente innestate nella storia dei cercatori di Dio, dei pellegrini dell'eterno, di
coloro che hanno lasciato un esempio ed un insegnamento per oggi e per domani. Viviamo
nell'oggi anche aprendo mente e cuore alle novità che lo Spirito suscita con una
preghiera viva, biblica, attualizzante il mistero di Dio, ecumenica, carismatica, ricca di
simboli e di spazi di silenzio. La scelta delle forme liturgiche è legata all'espressione
monastica più autentica del canto gregoriano ed ambrosiano, dalla sobria bellezza e
dignità dei gesti e dalle azioni liturgiche che sono riflesso glorioso ed invitante in
questa terra della liturgia celeste attorno al trono dell'agnello. Le colonne del tempio
della nostra preghiera sono: la Lectio divina, la liturgia delle Ore, e la divina liturgia
eucaristica. Su queste colonne ogni fratello e sorella darà spazio a forme, modi e tempi
individuali in sintonia con la propria indole che faranno più bella e splendente la
comunione dei nostri cuori e degli spiriti nell'opus Dei. Il primo compito di ogni monaco
e comunità monastica è la preghiera, respiro di intercessione e di lode per l'umanità.
Stiamo di fronte a Dio non più per noi soli ma per tutta la creazione. Lo Spirito che
scruta i cuori e conosce il segreto di Dio e nostro possa trovare il desiderio di pregare
ed amare nei nostri cuori sempre.
8) Durante il tempo del noviziato la formazione sarà centrata sulla
preghiera, sostegno, forza e ricchezza del monaco. La conoscenza di Gesù è esperienza di
intimità con Lui e di penetrazione del mistero posto al centro della vita, della giornata
e dell'agire. La difficoltà di essere monaci in città richiede una struttura personale e
comunitaria forte ed un attaccamento al tempo della preghiera come la fonte e la radice di
tutto. La capacità di mantenere nel cuore un angolo di deserto e di silenzio per
continuare la contemplazione e la Lectio divina, deve essere educata nella direzione
spirituale e negli incontri formativi. Anche per coloro che vivono in famiglia e per le
famiglie della fraternità la regola di preghiera, adattata alle singole situazioni, deve
essere amata e perciò osservata come bene prezioso. La formazione alla preghiera tiene
conto dei diversi stati di vita con equilibrio ma afferma la supremazia della
contemplazione, della lode, dell'intercessione nella scelta di una vita di monaci
impegnati nella città con i fratelli. Dobbiamo avere chiaro che il dono che facciamo ai
fratelli come fraternità monastica è la nostra preghiera ed il creare luoghi di
bellezza, di pace, di ascolto, di incontro con Dio. Nelle loro case le famiglie della
fraternità si sentiranno come in chiostri, celle, chiese di un grande monastero e saranno
luoghi di preghiera e di ascolto per il palazzo, la via, il quartiere, gli uffici dove
abitano e lavorano. Le famiglie della fraternità offriranno momenti quotidiani di
preghiera.
9) La Lectio divina è la lettura della Parola di Dio che da secoli
caratterizza i monaci. Durante il Noviziato verrà insegnato questo metodo ai fratelli ed
alle sorelle attraverso lezioni, esemplificazioni, insegnamenti spirituali, letture dei
Padri, di testi della tradizione ebraica, della tradizione cristiana della Chiesa una
d'oriente e d'occidente. Soprattutto l'incontro quotidiano con la Parola sarà
accompagnato, verificato e aiutato dal formatore e dal Padre spirituale. I momenti della
Lectio verranno vissuti comunitariamente nella liturgia del Venerdì che prepara la
liturgia eucaristica domenicale e durante i ritiri e gli esercizi spirituali della
Fraternità. La Fraternità proporrà ed insegnerà la Lectio divina anche in momenti
offerti a Parrocchie, comunità e gruppi. I sacerdoti della Fraternità si riuniranno con
i confratelli che lo desiderano per fare la Lectio sulle letture della domenica ed un
momento di comunione. Per coloro che scelgono la via della consacrazione e la vita comune
sarà previsto un tempo nella giornata per la collatio, cioè la messa in comunione
fraterna della propria meditazione. A coloro che non possono dare un tempo congruo e
continuo alla Lectio si insegnerà come svolgere la riflessione lungo la giornata nella
successione di lectio, scrutatio, meditatio, oratio, contemplatio ed actio. La Lectio del
Venerdì è anche scuola della Parola per coloro che condivideranno la nostra preghiera.
Ogni giorno nella preghiera del Vespro si lascia un tempo di silenzio dopo la lettura
breve per permettere al seme della Parola di scendere nella terra del cuore e germogliare.
Per permettere alla spada che è la Parola di giudicare, tagliare e correggere. Per
permettere alla luce che è la Parola di illuminare, sostenere e guidare. Nel silenzio
l'onnipotente Parola scende e si incarna. Nel silenzio primordiale crea. Nel silenzio del
Natale nasce e nel silenzio della Pasqua risorge. Nel silenzio del nostro cuore vive ed
agisce, ci parla e ci educa, ci trasforma e ci santifica. Coscienti che esistono molti
modi di pregare la Parola e diversi approcci al testo sacro noi ci innestiamo, con umiltà
e pazienza, nella tradizione dei monaci e dei Padri. Pensiamo di fare un dono anche ai
fratelli ed alle sorelle delle diverse associazioni laicali, alle parrocchie ed a coloro
che sono in ricerca di Dio offrendo questa lettura sapienziale, cordiale, spirituale,
monastica della parola che Dio ci dona. Nella formazione ci faremo aiutare da fratelli
monaci sia invitandoli a condividere la nostra vita e ad esserci maestri, sia chiedendo
l'ospitalità fraterna nelle comunità che per storia, santità ed esperienza ci sono di
sostegno e guida.
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