Gargano e Daunia da domani rinascita

Chi ha sfregiato il Gargano ha sfregiato tutti quanti noi. Infatti chi, cittadino dauno, non ha trascorso qualche giorno tra Vieste e Peschici o, più semplicemente, attraversando quelle strade, tra una curva e l'altra, non si è sentito, guardandosi intorno, baciato dalla sorte per vivere o essere nato vicino a quei posti meravigliosi?

Eppure qualche imbecille, più o meno organizzato, ha osato attentare a questa parte di noi, ferendola gravemente certo, ma sicuramente non mortalmente. Perché il Gargano è ancora tanto grande e bello, ma soprattutto, oltre a bellezze inenarrabili, il Gargano è anche il popolo che lo abita. I grandi artisti, musicisti e poeti che, nei secoli, hanno ricevuto il dono di essere nati in quella terra, dura e dolce allo stesso tempo, potrebbero essere, di ciò, i maggiori testimoni. Perché accanto a qualche sparuto attentatore di egli stesso, vi è stata, nella tragedia, una maggioranza di individui, che dimostrandosi popolo, ha sfatato molti dei tanti luoghi comuni che, in maniera un po' ingenerosa, pendevano su di essa. Fino ad ieri molti tra di noi, infatti, facevano ricadere sui garganici, e sul loro atteggiamento, a volte un po' cocciuto al punto da sembrare geloso
delle proprie bellezze naturali, alcune tra le responsabilità della mancata crescita della Daunia intera.

Ma gli stessi garganici che, nel momento in cui stavano perdendo tutto, le loro case, le loro attività e i loro quotidiani ricordi, sono riusciti a far emergere quello che di meglio hanno dentro di loro. Infatti l'umanità e la solidarietà che hanno dimostrato aiutando, e a volte salvando, le tante e i tanti forestieri venuti da tutto il mondo, costituiscono oggi, in uno dei giorni più tristi per tutta la Daunia, una delle più memorabili pagine che potevano essere scritte dal popolo del Gargano.

Da queste belle pagine toccherà ai garganici e ai dauni ripartire. Sarà dura, ci vorrà tempo ma ce la si farà. Insieme, prima di tutto. Perché mai più il Gargano dovrà considerarsi ed essere considerato un'area autonoma della Daunia. Bisognerà fare, tutti, ammenda degli errori passati e costruire così, dal non reiterarsi degli stessi e sulle nostre molteplici potenzialità, la rinascita, per garantire un futuro più roseo e rigoglioso al Gargano e alla Daunia intera.

Perché l'intelligenza, la forza e l'orgoglio di un popolo si dimostra nei momenti veramente duri, altrimenti sarebbe tutto troppo facile.


Il Presidente
di LiberaMente
Salvatore Speranza

Fonte: LiberaMente - Associazione culturale di Foggia

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